Il mondo è diviso tra numeri uno e numeri dieci.
You give me money, you number one, you no give money, you number ten.

Il Vietnam è il paese più bello che abbiamo attraversato finora in Asia, verdissimo, ricco, rigoglioso e diversificato, tra le catene montuose nella parte occidentale verso il Laos, la campagna disegnata di risaie e le splendide spiagge lungo tutta la costa orientale, bagnate dalle acque del Golfo del Tonchino a nord e del Mar Cinese Meridionale più a sud.
Il Vietnam è anche il paese più facile in cui viaggiare tra quelli che abbiamo finora incontrato. Con la Cina non è possibile neanche fare un paragone: l’Impero di Mezzo è una terra dura e fredda, le distanze culturali, la lingua, il carattere caciarone e pratico ma poco espansivo dei cinesi sono ostacoli che rendono il viaggio faticoso e conflittuale e forse per questo sorprendente e interessante.
Il Giappone tecnologico, efficiente e perfettamente organizzato permette un viaggio senza troppi imprevisti, ti culla nella sua quieta carineria tanto quanto nella sua ordinata caoticità; i Giapponesi però, gli unici esseri umani giapponesi che io abbia mai incontrato nella vita, sono quelli che in gruppi di trenta si mettono a fare le fotografie stupide davanti ai monumenti delle città italiane o europee. La distanza umana e culturale è fortissima: fossi anch’io malata di merci e di shopping, avrei questo da condividere con loro. Ma non lo sono e mi ci vuole un mese solo per cominciare a ricordare nella loro difficile lingua come si dice “buonanotte” e “quanto costa”e a intuire che, nonostante una pressione e un controllo al limite della sopportazione, sono persone aperte e cordiali, curiosissime di ciò che è diverso, umili e con tanta voglia di studiare culture a loro lontane.
Il Vietnam è come se lo conoscessi già. Nel mio immaginario esiste.
DIECI CENTO MILLE VIETNAM!!” Lo slogan-mito della generazione dei miei genitori, Berkley e le quattrocentomila persone davanti alla Casa Bianca, Apocalypse now e la tragedia di una nazione, il colpo duro all’imperialismo USA.
Un popolo che non conosco per non averlo mai incontrato, ma che rispetto per un’ideale idea. Hanoi che resiste a milioni di bombe americane ;“BOMB HANOI” era lo slogan degli americani favorevoli a spazzare via per sempre questa fogna gialla e comunista, Saigon che viene liberata nel 1975 che è anche l’anno della mia nascita e mi procura da sempre un vago senso di orgoglio.
Ma, come sempre nei viaggi, puoi accontentarti di inseguire quello che ti sei creato nella tua mente o lasciarti travolgere da quella che è la nuova realtà che incontri, e ti scontri. In Vietnam stiamo facendo del puro e semplice turismo. Ostelli efficienti, alberghetti organizzati e economici, gita di gruppo al mausoleo o al tempio, gite in barca, a volte anche privata. Tutto è meraviglioso, dico sul serio. I templi sono incantevoli, la natura tropicale lussureggiante, le acque dei fiumi calme e ricche di imbarcazioni pittoresche, stupende da osservare e fotografare.
Di che lamentarsi dunque, viziata europea in cerca di avventura? Sto scrivendo seduta su una sdraio del mio bungalow, in riva al mare. La partitella di calcio del tramonto sta per cominciare, i ragazzi vietnamiti si scaldano e come sempre la palla rotonda crea complicità facili. Oggi però io non gioco perché ieri un australiano che si è confuso con il football mi ha tirato il classico pestone. E’ una giornata incerta di nuvole e sole.
Vi ho linkato al mio blog http://www.cinefili20078.blogspot.com.
Mi sa che vi frulla l’idea di prolungare il sggiorno: ricordatevi che Oliver vorrebbe rivedere Olivia, prima o poi.
Ciao fanciulle
Mammadianna
Allora qui parliamo di cose serie: quand’è che tornate? E va bene il Giappone, è l’oriente che verrà, e va bene la Cina il comunismo che fu e i diritti che non ci sono e va bene rilassarsi in Vietnam, ma adesso non penserete mica di andare anche in Laos e in Cambogia?! E no no no a me non mi starebbe mica tanto bene…guardate che qui la merla c’è appena stata, quindi l’avete evitata, tempo di cabiare il volo in un’agenzia di viaggi, e qui è iniziata la primavera..io non so fossi in voi se me lo perderei l’inizio di primavera 2008 con tutti i vostri amici…poi capisco che ci siano i momenti di ognuno…ma insomma siete in giro da tanto!!!!!
A parte i teatrini…e le teatranti..mi mancate tanto!!
Si danza?
tanti tanti tanti di quello che volete virtuale