Visioni e previsioni

 

Tokyio è un viaggio visivo, piu’ di tutto il resto.
Me ne rendo conto solo ora che siam tornate qua dopo un necessario stacco, per quella voglia di orizzonte che a volte anche a milano ti prende irrefrenabile.
Finalmente prendo per mano la mia vecchia bambina, supero la timidezza e anche la diffidenza, e mi lascio andare.
 

La Canon xm2, che qua già pare un oggetto di modernariato (ma tutti me la guardano, si vede che comunque fa un effetto fuckin’ professional…uah ah….) mi aiuta a sentirmi meno spersa.
Le foto scattate "alla giapponese", i primi giorni nel luna park, servono da appunto. Ripercorro con un nuovo sguardo le vie e i giochi di questa metropolis. Posso cominciare a filmare.
Il mio linguaggio è ormai sintesi (e quanta fatica scrivere…)

Solo aggiungerei, ma è una prima vaga riflessione, che la scelta di partire da qua, di considerare il Giappone come prima tappa di questo viaggio in Asia, è stata ottima. La percezione generale di questo paese è che sia realmente e fisicamente in un momento di stagnazione: è come se l’immaginario ipertecnologico e futuristico appartenga già al passato. E’  come cioè se l’immagine del futuro fosse, per fare un paragone cinematografico, quella di Blade Runner: Ridley Scott lo giro’ nel 1982.
E’ un paese che pare sull’orlo di un collasso: la megalopoli, anzi, il primo corridoio conurbano del mondo, quello che unisce Tokyo a Yokohama fino Osaka, è stato preso a modello dai cinesi. Con un impatto e una forza numerica dieci volte superiore. I giapponesi non scambiano, i giapponesi non si mischiano. Come faranno a sopravvivere ancora a lungo? Fa parte della loro storia geopolitica quella di essere isolati, ma ora, in questo mondo globalizzato, con un vicino cosi’ minaccioso, come faranno?
Oggi mi sento studiosa e ho voglia di approfondire questo aspetto.

tit
 

 

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5 Responses to Visioni e previsioni

  1. gaia says:

    che piacere sapere di voi , di questo viaggio che vi state raccogliendo dentro, di questi scorci che ci state lasciando … fa sentire anche a me- eterna vagonda -non tanto sola nel mio peregrinare … Qui sta cadendo la prima neve … e tutto è bianco e pace … condizione meterologica che abbraccia una necessità…il festival ha esaurito tutte le mie energie e giuro… non ne voglio di sapere piu di porno per almeno …un mese .. ma se avete delle chicche divertenti sempre ben accette;)… Per coccolarmi ho deciso di esplorare l est … che è un po per me come tornare a casa ..recuperò sorella a Praga e via per le strade d oriente ( Rumiz mi ha un po preso alla testa !!!).. un oriente piu vicino del vostro..ma sempre est ….. Per le ragioni di questo mondo piccolo come una lenticchia ho un appuntamento a Belgrado con Fede ( di Napoli ndr.. amica di Franzi) il 28 di novembre .. pensatemi/ci perche guarderò verso ovest seguendo il corso della Neretva e penserò ad un caffe turco preso sotto il ponte di Mostar …. vi abbraccio Gaia

  2. nina says:

    Finalmente ti/vi ho trovato.Che bello!!
    Grazie:per le foto,gli scritti.
    Li sembra tutto molto piu’ “colorato” l’europa é grigia!
    Se vi prende la nostalgia girate l’angolo e guardate
    con gli occhi di un bambino..
    Vi abbraccio e viaggio con voi
    Nina

  3. lale says:

    ciao amori miei..
    qui le foglie cadono e oggi via castel morrone sembrava una spiaggetta di quelle piene di alghe ai bordi del mare, invece che alghe foglie ai bordi della strda..mi ha reso felice..il vento diventa un po’più freddo e il cappello inizia a essere necessario per chi va come me in bicicletta..
    voglia di ampio sguardo e una psseggiata nel bosco..
    vi seguo attrverso i vostri viaggi sentimentali con gli occhi..ma il cibo? raccontateci del cibo son curiosa..
    cercherò anch’io di raccontarvi qualcosa di questo viaggio da questa parte del mondo..
    vi abbraccio forte e v’amo forte..
    leggera come le foglie. ma anche noi possiamo upplodare delle foto sul vostro blog o è solo prerogativa vostra????

  4. sergiosantini says:

    mi piacerebbe avere alcune info pratiche per collocarvi meglio : p.e. quanto costa un tè , un Big Mac , un pacchetto di sigarette , un corsa in metrò

    grazie e tanti saluti dal vs furgone

  5. piero e laura says:

    carissime.
    ho letto con interesse i vostri appunti. Che l’immaginario ipetecnologico sia già il passato è vero. Scusate la citazione, ma ogni modernità è decandenza. Anche in Blade Runner la verità è eterna, mentre il resto, per quanto moderno, va in decadenza e si corrompe. Senz’altro il futuro che ci aspetta non può essere felice solo perchè più tecnologico.Iperteclogico, più funzionale, ma può diventare un nuovo fondamentalismo. come tutti gli “ismi” che si presentano nella storia.
    Il Giappone forse ha perso umna guerra grazie alla modernità americana, ora, come la Germania è da 40 anni che si autopone come modernità pacifica( non per niente la tradizione è guerriera). Solo che, secondo me, la società post – ideologica à votata ad una complessità che può causare inquietudine: appunto come gli spazi infiniti delle infinite megalopoli. Ciao . Un abbraccio. Pier and laura

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