nostalgia e cani

Oggi piove quaggiù e non ho fatto gran che di interessante se non prendere l’acqua e farmi venire un sacco di nostalgia.


Ci vorrebbe un bel karaoke per risollevare il morale, ma è una cosa che funziona se capita così, quando meno te l’aspetti, mentre sei seduta al ristorante e una vecchina un po’ su di giri per il sake caldo infila un milleyen nella macchinetta, prende il microfono e si mette a cantare una canzone dei suoi tempi.
Siccome con mille yen si ha diritto a cantare almeno cinque o sei canzoni, e la vecchina dopo la terza si immerge nei ricordi, è allora che ti passa il microfono e tu ti trovi a cantare una canzone dei Beatles perché è l’unica che conosci nella giungla di geroglifici della macchinetta e ti viene da ridere così forte da farle tornare il buonumore. E da farlo tornare pure a te. Ma non è che capiti sempre.
Sarà la pioggia, o sarò io, ma il Giappone non ha l’aria di essere un posto felice. Le persone sono allegre, a volte, ma di una allegria disperata, come fosse l’unica cosa che rimane in un intrico di convenevoli incomprensibili pure a loro stessi, figurarsi a me.
Lasciamo stare questi poveri giapponesi, che sembra che me la prenda sempre con loro. Guardate i cani: hanno la felpa all’ultima moda (sic!), magari intonata a quella del padrone, ma non ne ho mai visto uno correre.

E guardate questo negozio di vestiti per animali: sarebbe stucchevole perfino se vendesse abiti da battesimo. E invece è lingerie per dog. Puah.


I giapponesi, che ci devo fare sono in Giappone e non è che ho molto altro di cui parlare, la parentesi sui cani si è gia esaurita per nausea, sono, bisogna dirlo, dolcissimi. Gli dispiace a tal punto il non poterti dare un’informazione che se la inventano piuttosto che dirti no, non lo so. Nessuno parla al telefono nei locali pubblici, men che meno in metropolitana, dove c’è copertura di rete ma rischierebbero di svegliare il vicino di posto che, in preda a una sorta di catatonia, sta schiacciando un pisolino.


Non si fuma per la strada, e anzi farlo camminando è assolutamente vietato, come recitano i segnali apposti dovunque. Si può fumare nelle apposite smoking-area, dove alcuni tabelloni ti ricordano del male che stai facendo ai tuoi polmoni e all’intero sistema sanitario nazionale.


Chi ha l’influenza porta la mascherina bianca, in modo da poter andare a lavorare minimizzando il rischio di contagiare i colleghi e i compagni di vagone della metrò.
Sono di una gentilezza rara e di un’onestà impressionante, il che a volte ci fa sentire parecchio burine. Per oggi basta. Domani vado al mercato del pesce a farmi passare la voglia di mangiare sushi.

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2 Responses to nostalgia e cani

  1. lucia says:

    cara Titta, sono qui con Laura (mamma) a chiacchierare. Ti invidiamo e vorremmo essere lì con voi.
    baci e baci
    lucia

  2. sj says:

    mati e shira dicono che vogliono trasferirsi in giàpòne per fare shopping hi hi
    bella versione con immagini

    vi abbraccio forte

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