Dal giorno in cui siamo arrivate a Tokio ogni mattina ci alziamo e iniziamo a camminare. Rapidamente, e a prezzo di violenti scontri fisici, abbiamo imparato che qui si cammina sempre sulla sinistra e, possibilmente, in fretta.
Ogni mattina, dicevo, iniziamo a camminare e ad un tratto siamo inghiottite dalla metropolitana: quando riusciamo a riemergere ci troviamo ogni giorno in una città diversa.
Oggi è il ritmo battente di Shibuia, con i marciapiedi straripanti di persone ordinatamente incolonnate in due file parallele che scorrono in direzioni opposte, ieri era Ueno tra le baracche disastrate e insieme ordinate, coi calzini appesi ad asciugare al sole e la ciotola del micio randagio almeno quanto il padrone. Domani ti sorprende deliziosa Asakusa con le case piccine sulle cui porte tintinnano oggettini nuovi e vecchi, mentre ancora hai in bocca il sapore degli spiedini di interiora che t’hanno propinato nell’intrico di vicoli puzzolenti in Omoide-Yokocho.
Quello che lascia a bocca aperta è una luce forte che non immaginavo mai, un chiarore che si moltiplica nei vetri dei grattacieli e si tuffa nei laghetti pieni di pesci rossi grassi e scoloriti.
Gli opposti convivono in questa città, e sembrano ignorarsi reciprocamente con grande eleganza.
Prossimo post: impossibile o giapponese, appunti sparsi sugli autoctoni.
ehi ma che fine avete fatto????
fatevi sentire che mi mancate tanto
Anche voi siete due contrari che si incontrano elegantemente e magnificamente!
Buona passeggiata e come dice il saggio Matsuo Basho
“Senza morire
dopo molte notti di viaggio
in un tramonto d’autunno”
a presto!!!
ma non sono scoloriti, parbleau!! ci hanno messo secoli e secoli a selezionare delle carpe (appunto, koi, o koy) con la pelle quasi trasparente!! …scoloriti!!
carissime
i contrari che si ignorano elegantemente è una bella immagine: ma la bellissima armonia è sempre determinata da un conflitto- Domanda concettuale: qual è la coppia antitetica dell’armonia? piero