Dall’ultima volta che abbiamo scritto qualcosa è passata quasi una settimana. Non è che ci siamo dimenticate del blog, è che siamo state troppo occupate e mangiare delizie casalinghe, a chiacchierare e a guardare le foglie degli alberi che cambiavano colore.
In Giappone l’autunno è un tripudio di colori che si mischiano ed è oggetto di un vero e proprio culto: gli alberghi di Kyoto registrano il tutto esaurito in questo periodo e non m’era mai capitato che qualcuno, per mostrarmi una città, mi facesse fare il giro dei giardini dei vicini e dei campi incolti, dove sapeva essere sbocciati quei fiori o ingialliti quegli ginko..
Kyoto è stata una pausa di pensiero e spirito, dopo l’ingordigia di Tokyo.
Paesaggio dolce, montagne e boschi, alberi tinti d’autunno, templi shinto e templi buddhisti, DAIBUTSU, il Grande Buddha. Contemplazione e curiosità.
Kyoto per noi è stata anche casa.
Tante tantissime chiacchiere con Kotani-san, la mama giapponese che ci ha ospitato nella sua casetta al limitare del bosco, e con suo marito Koonthong, thailandese di origine, professore universitario di economia e relazioni internazionali, molto malato da quattro anni.
Con molta naturalezza ti raccontano che non è che l’anima è tua e puoi farci quel che ti pare ma te l’hanno prestata per migliorarla: certe parole ascoltate da lontano suonano vuote ma quando vedi che danno forma alle vite delle persone assumono tutto un altro significato.
Lo spirito è infinito, diceva Kotani-san davanti a una tazza di tè smangiucchiando dolcetti di fagioli, e anche la malattia è una prova per affinare la propria anima e consegnarla migliore al prossimo a cui toccherà in sorte. Per noi figlie della scienza, del cattolicesimo, dell’illuminismo, del comunismo e dei furbetti del quartierino è una bella lezione di umiltà, questo Giappone.
I giapponesi hanno una qualità bellissima: sono curiosi. Il momento della loro storia di cui parlano più volentieri è l’apertura commerciale e culturale verso l’estero avvenuta 1868 dopo secoli di isolamento volontario, evento che segna la nascita del Giappone moderno. Vanno così fieri di questa scelta! Sembra che da allora non si siano ancora saziati del resto del mondo. Conoscono decine di cantanti e di canzoni italiane, che non mancano mai di chiederti di cantare (ma io non la so Torna a Surriento), e fanno domande su ogni aspetto della vita quotidiana. Vogliono sapere come si scola la pasta, quali sono i partiti politici, cosa si studia a scuola.
Kotani-san ci ha chiesto se conoscevamo un personaggio italiano che lei amava molto da bambina: TOPOGIGIO!!!
Nella nostra marcia verso sud abbiamo fatto tappa a Osaka una notte ma l’abbiamo passata tutta a ballare la drum ‘n bass e quindi non abbiamo fotografie (e neppure ricordi troppo nitidi, a dire il vero). E’ una città grigissima ma molto vivace, a suo modo underground, un po’ come Milano ai tempi d’oro.
Oggi siamo arrivate a Hiroshima per vedere l’effetto che fa.




la storia dell’anima mi ha dato una sensazione di maggiore rilassatezza rispetto a cercare il senso della mia vita…bello. che belle persone avete incontrato..sarà il karma? cero che si..
ieri sera inugurazione del Bitte, credevo di vedervi da per tutto!
milano regale splendide giornate di freddo sole invernale.i buio presto stronca un po’, ma farò come gli animali questo inverno, me ne andrò un po’in letargo.
cioooooooo
Ciao. Che foto particolari, direi uniche, anche le parole che le accompagnano sono speciali. Perciò brave, non sempre immagini e lettere rendono così bene assieme.
Credo sarà interessante in futuro osservare casa mia, le mie strade, il mio fiumiciattolo verdastro con negli occhi i vostri colori.
Tenete con voi queste poche righe per il vostro viaggio.
A fra un po’.
Andrea.
uffa riprova
ehi passerootte mi mancate da matti e da mati
quando tornate????
eh eh scherzavo
dai dai godetevela